Viale XX Settembre, Trieste



Viale XX Settembre ha il respiro dei grandi viali alberati europei: in città conserva il nome di via dell’Acquedottto poiché sotto il lastricato, ora pedonale, scorrono le condutture dell’acquedotto cittadino che scende da San Giovanni, un rione della città.

Luogo sempre animato e pieno di vita, nel 1861 al numero 16 vi nacque il grande scrittore Italo Svevo che con il romanzo capolavoro La coscienza di Zeno è tra i grandi classici del Novecento italiano. Le strade adiacenti al viale sono il palcoscenico sul quale si muovono molti personaggi delle sue creazioni letterarie

Una sera, al principio di gennaio, il Balli, con infinito malumore, camminava soletto lungo l’Acquedotto     Senilità, 1898

 


dal libro I morti del Carso
Per strada aprì il pacchetto e si accese una sigaretta. Davanti alla libreria all’angolo con via Xydias si fermò [..] Guardò in alto la facciata e riconobbe la lapide di che ricordava che lì era nato Svevo. Laurenti gettò subito via la sigaretta. Stava per buttare l’intero pacchetto in segno di rispetto per Zeno Cosini, il triste eroe del romanzo di Svevo che vuole togliersi il vizio del fumo, ma poi si pentì del danaro speso

dal libro I morti del Carso
Siamo stati due volte in viale XX Settembre, perché uno degli estremisti di destra voleva ordinare una birra con un’ascia. Una telefonata anonima. Quando è arrivata la pattuglia e l’hanno presa, si è creato un assembramento. I colleghi hanno dovuto chiedere rinforzi. I tipi allora se la sono subito svignata. Questo è l’inconveniente del viale. Troppi bar. Se la sono squagliata nelle bettole nei dintorni


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