Faro della Vittoria, Trieste



Con i suoi 67.5 metri, il faro della Vittoria, edificato dall’architetto Arduino Berlam subito dopo la fine della Prima Guerra Mondiale per commemorare coloro che erano caduti in mare, guida con la sua imponenza la navigazione delle navi nel Golfo di Trieste. Ai piedi del faro

Da quassù si gode un vero e proprio panorama mozzafiato in cui con un solo sguardo si può abbracciare tutto il Golfo di Trieste, da Punta Salvore fino a Grado e Lignano. Qui, fino a qualche tempo fa c’era uno dei ristoranti preferiti di Proteo Laurenti, la Trattoria Al Faro di Franco.

“Quando mi sono trasferito a Trieste, in un primo periodo avevo una rubrica per il Badische Zeitung e una delle prime cose che ho fatto è stata salire sul Faro della Vittoria. Le fotografie che trovate nella gallery qui sopra sono gli scatti che ho fatto da lassù, perdonerete la risoluzione da analogico. Ma il panorama da lassù è davvero straordinario” V. Heinichen

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Seguirono la rotta nord-nord ovest passando davanti a Parenzo, Cittanova d’Istria, Umago; in fondo fino a Punta Salvore non avevano granché da temere. Solo dopo, al confine sloveno, quando dovevano cambiare rotta e dirigersi verso nord-est, dovevano stare in guardia. In corrispondenza dell’ultimo terzo di tragitto c’erano molte barche private in mare,ma soprattutto dovevano fare attenzione alle grandi direttrici di traffico marittimo nei porti di Capodistria e Trieste. Vi erano ormeggiati molti mercantili. […]
Tuttavia la rotta presentava un grande vantaggio: il Faro della Vittoria di Trieste è il più luminoso dell’Adriatico settentrionale. Era possibile scorgerlo anche a distanza di trentadue miglia


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